Il Brasile potrebbe imparare dall’esperienza ferroviaria italiana?
Il Brasile è un gigante territoriale ed economico, il quinto Paese più popoloso del mondo e con un territorio continentale. Tuttavia, quando si parla di trasporto ferroviario, soprattutto nel segmento passeggeri e alta velocità, la situazione è ancora molto lontana dal potenziale che il Paese possiede. Per questo, cosa potrebbe imparare il Brasile dall’esperienza italiana?
La realtà attuale della ferrovia in Brasile
La rete ferroviaria brasiliana conta circa 30.000 km di estensione (poco più del doppio dell’Italia, cosa incredibile se si considera che il Brasile è 28 volte più grande dell’Italia!), distribuiti principalmente per il trasporto merci, come minerali, soia e prodotti agricoli, con pochi tratti elettrificati o dedicati a un traffico passeggeri regolato ed efficiente.
Storicamente, il sistema ferroviario è cresciuto in Brasile tra il XIX secolo e gli anni ’50, con una forte partecipazione di capitali stranieri per collegare le aree produttive al litorale. Tuttavia, l’espansione si è drasticamente ridotta dalla metà del XX secolo, quando gli investimenti sono stati reindirizzati verso le autostrade e si è diffusa sempre di più la mobilità su gomma e aerea, come accaduto anche negli Stati Uniti.
Oggi gran parte della rete ferroviaria brasiliana non è integrata, è gestita tramite concessioni frammentate ed è orientata al trasporto merci, mentre l’offerta di trasporto ferroviario passeggeri interurbano è ancora limitata.
Perché il Brasile ha una rete ferroviaria meno sviluppata?
Esistono diversi fattori storici, economici e logistici che aiutano a spiegare questo fenomeno:
Priorità agli investimenti stradali: dagli anni ’50 le politiche pubbliche e le risorse sono state indirizzate verso il trasporto su gomma, considerato più flessibile per le grandi distanze brasiliane.
Difficoltà economiche e mancanza di investimenti strutturali: la riduzione degli investimenti ferroviari, soprattutto dopo la privatizzazione dell’ex compagnia statale RFFSA e la mancanza di una modernizzazione costante, ha frenato l’espansione.
Configurazione e logistica della rete attuale: gran parte dei binari è utilizzata per il trasporto merci e non è elettrificata, cosa che oggi rende impraticabili linee ad alta velocità competitive.
Grandi distanze e sfide di costo: i progetti ad alta velocità richiedono investimenti molto elevati e un potenziale di domanda sufficientemente alto per giustificare i costi di costruzione e gestione — una sfida ancora maggiore in Paesi con una bassa densità ferroviaria consolidata.
Cosa possiamo imparare dall’Italia?
L’Italia, pur non essendo un Paese enorme dal punto di vista territoriale come il Brasile, ha costruito una delle reti ad alta velocità più efficienti d’Europa, collegando città strategiche come Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli.
L’alta velocità italiana è considerata un riferimento globale per la sua efficienza, integrazione regionale e impatto economico positivo, permettendo alle persone di muoversi facilmente e alle città intermedie di collegarsi in modo rapido e sostenibile.
Per questo motivo, l’expertise italiana potrebbe contribuire allo sviluppo della rete ferroviaria brasiliana grazie al suo know-how tecnologico e operativo, derivato dall’esperienza nella progettazione e gestione di linee ad alta velocità, sistemi avanzati di segnalazione e integrazione multimodale, elementi che potrebbero essere applicati anche in Brasile.
Attraverso una rete ferroviaria più efficiente, milioni di brasiliani potrebbero beneficiare di maggiori opportunità di lavoro, mobilità più rapida tra città vicine e riduzione della dipendenza dal trasporto aereo e stradale.
Oltre al trasporto passeggeri, tratti ferroviari moderni consentono una maggiore efficienza nella movimentazione delle merci, riducendo costi logistici, congestione e impatti ambientali.
Il futuro: Brasile e progetti ferroviari ad alta velocità
Recentemente, il governo brasiliano ha annunciato piani per costruire il primo treno ad alta velocità — il “Trem Bala” — collegando Rio de Janeiro, San Paolo e Campinas, con una velocità prevista di 350 km/h, capace di rivoluzionare il trasporto interurbano nel Sud-Est e raddoppiare la capacità logistica nazionale entro il 2032. Per questo progetto il Gruppo FS Italiane Trenitalia ha già confermato il proprio interesse a partecipare alla gara per la realizzazione dell’opera.
Il Brasile ha un enorme potenziale per sviluppare una rete ferroviaria moderna e integrata, capace di connettere regioni, stimolare business, turismo e promuovere una crescita sostenibile.
L’esperienza italiana nelle infrastrutture ferroviarie, soprattutto nell’alta velocità, rappresenta un’opportunità concreta di cooperazione tecnica, tecnologica e strategica che potrebbe aiutare il Brasile ad affrontare le proprie sfide e costruire un futuro più connesso.
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